I bambini devono prima saper leggere o camminare?

Standard

Nel mondo dello sport, la fine degli anni settanta e tutti gli anni ottanta, sono stati caratterizzati da un gran dibattito, che cercava di definire l’itinerario didattico dell’educazione motoria, al fine di far comprendere a tutto il mondo pedagogico –didattico, come tale disciplina, dal punto di vista pratico, fosse parte integrante dello sviluppo della personalità del bambino. I legislatori, nei programmi scolastici hanno sempre operato al fine di “far apparire” l’educazione motoria con pari dignità alle discipline cognitive, ma in periferia è sempre stato difficile applicare tali programmi perché da sempre le discipline cognitive sono poste come priorità: è meglio che i bambini imparino a leggere, a scrivere ed a fare i conti, prima di imparare a camminare, a correre, a saltare… e se non sanno muoversi, e comunque meglio che sappiano leggere, scrivere…

Gli operatori scolastici di base sanno, visto che sia la psicologia che la pedagogia moderne lo hanno ormai appurato, che tutte le aeree della personalità e quindi anche le discipline scolastiche devono evolvere in sintonia e simbiosi tra di loro:è meglio che i bambini a leggere, a scrivere ed a fare i conti, mentre imparano a camminare, a correre, a saltare e, se non sanno muoversi, è bene fermarsi come ci si ferma quando non sanno leggere, scrivere, e riportagli ad un livello adeguato all’età considerata.

Oggi l’itinerario didattico dell’Educazione Motoria è ormai definito ed accettato sia da chi opera nelle società sportive e poiché i bambini che frequentano questi due enti educativi sono gli stessi, gli interventi di tipo motorio che si attiveranno saranno gli stessi mirati a raggiungere gli stessi seguenti obiettivi:
1) obiettivo istituzionale
cioè sviluppo unitario della personalità

2) obiettivo generali dell’educazione motoria cioè sviluppo degli schemi motori di base che, attraverso l’ ampliamento delle capacità percettive, coordinative e condizionali evolvono nelle abilità delle varie attività sia sportive che della vita di relazione.

La diversità operativa dei due enti (scuola e società sportiva), inizia solo nel momento in cui occorre automatizzare le tecniche sportive in modo marcato. L’azione didattica quindi, deve adattarsi alle caratteristiche individuali degli allievi, per potenziare le capacità manifestatesi, recuperare le funzionalità deficitarie e mobilitare le potenzialità latenti. I segnali in questa direzione sono molteplici, non ultimo il protocollo d’ intesa stilato fra Ministero della Pubblica Istruzione e varie Federazioni, in cui si auspica una più vasta diffusione della pratica sportiva in ambito scolastico, mirata ad un coinvolgimento generalizzato degli studenti, attraverso interventi corretti dal punto di vista educativo- didattico.

 Di Costantino Mazzanobile

La magia del Sogno

Standard

Nell’epoca che possiamo chiamare prescientifica gli uomini non avevano difficoltà nel trovare una spiegazione ai sogni. Quando al risveglio ricordavamo un sogno, lo consideravamo una manifestazione favorevole od ostile di potenze superiori, demoniache e divine. Allorché cominciarono a diffondersi le dottrine naturalistiche, tutta questa ingegnosa mitologia si mutò in psicologia, ed oggi solo un’esigua minoranza delle persone istruita dubita che i sogni siano prodotti della prodotto della mente del sognatore.

Tuttavia, rifiutata l’ipotesi mitologica, persiste la necessità di spiegare i sogni. Le condizioni del loro originarsi, il loro rapporto con la vita psichica della veglia, il loro dipendere da stimoli che urgono verso la percezione durante lo stato di sonno, le molteplici particolarità del loro contenuto che ripugnano al pensiero da svegli, l’incompatibilità tra le loro rappresentazioni e gli affetti ad esse collegati, ed infine il loro carattere transitorio, la maniera in cui il pensiero vigile li spinge da parte come qualcosa di estraneo e li mutila e li annienta nella memoria: tutti questi ed ancora altri problemi sono rimasti in attesa di una chiarificazione per molte centinaia di anni, e fino ad ora non ne è stata ancora proposta una soluzione soddisfacente. Ma ciò che soprattutto ci interessa è il problema del significato dei sogni, problema che ha un doppio aspetto. In primo luogo esso indaga sul significato psichico del sognare, sul nesso tra i sogni e gli altri processi mentali e su qualsiasi funzione biologica essi possano avere; in secondo luogo cerca di scoprire se i sogni possono essere interpretati, se il contenuto dei sogni individuali ha un “significato”secondo quanto siamo abituati a trovare in altre strutture psichiche. Nella valutazione del significato dei sogni si possono distinguere tre correnti di pensiero. Una di queste, che riecheggia in un certo senso l’antica sopravvalutazione dei sogni, trova espressione negli scritti di certi filosofi. Essi ritengono che la base della vita onirica sia un particolare stato di attività mentale e si spingono tanto in là da acclamare quello stato come un’ elevazione ad un livello superiore. Schubert, ad esempio, sostiene che i sogni sono una liberazione dello spirito dalla potestà della natura esterna e un affrancarsi dell’anima dai legami dei sensi. Altri studiosi, senza andare così lontano, insistono tuttavia che i sogni sorgono essenzialmente da impulsi mentali e rappresentano manifestazioni di forze mentali alle quali è stata impedita la libera espansione durante il giorno.

In netta opposizione è la maggioranza dei medici, i quali adottano un loro punto di vista secondo il quale i sogni raggiungono appena il livello di fenomeni psichici. Nella loro teoria gli unici istigatori dei sogni sono gli stimoli sensoriali e somatici, che colpiscono il dormiente dall’esterno oppure diventano casualmente attivi nei suoi organi interni. Ciò che viene sognato, sostengono, non ha maggiori presupposti per avere un senso e un significato che, ad esempio, i suoni che sarebbero prodotti se le dieci dita di un uomo che ignora del tutto la musica vagassero sui tasti di un pianoforte .Binz definisce i sogni come null’altro che processi somatici che sono in ogni caso inutili e in molti casi effettivamente patologici. Tutte le caratteristiche della vita onirica verrebbero così spiegate come dovute all’attività sconnessa di organi distinti o di gruppo di cellule in un cervello altrimenti dormiente, attività ad essi imposta da stimoli fisiologici.

L’opinione popolare è ben poco influenzata da questo giudizio scientifico, non si cura delle fonti dei sogni e sembra perseverare nella convinzione che nonostante tutto i sogni hanno un significato, che si riferisce alla predizione del futuro e che può essere scoperto mediante un qualche processo di interpretazione di un contenuto che spesso è confuso ed enigmatico. I metodi di interpretazione impiegati consistono nel trasformare il contenuto del sogno così come viene ricordato, o sostituendolo brano per brano secondo una chiave prefissata, o sostituendo al sogno nel suo complesso un altro insieme al quale è legato da un nesso simbolico. Le persone riflessive sorridono di questi sforzi.

Costantino Mazzanobile D’aragona

Vincere lo Stress

Standard

Simbolo dei nostri tempi, nemico da combattere, responsabile di una serie di disturbi fisici e di buona parte dei disagi emotivi, lo stress si configura come una pericolosa presenza contro cui misurarsi in una battaglia quotidiana che, per un’infinità di ragioni, sembra quasi sempre perduta in partenza. Nonostante contrastarlo sia più facile a dirsi che a farsi, chi decide davvero di vincerlo e quindi di migliorare la qualità della sua vita può riuscire, almeno in parte, nel suo intento.Vediamo che cos’e’ lo stress, in che modo si ripercuote sull’organismo, chi sono le persone più predisposte a esserne schiave e quali sono tutte le strategie che permettono di non esserne sopraffatti.Malgrado se ne parli continuamente,intorno al concetto di stress c’ e’ ancora molta confusione:di fatto sono ancora in tanti a ritenere che dipenda esclusivamente dal superlavoro,dall’affaticamento fisico, dai ritmi frenetici.

In realtà queste situazioni, pur essendo faticose (ma la fatica è ben diversa dallo stress),non risultano mai stressanti nel momento in cui appagano e gratificano chi si trova ad affrontarle.

Lo stress,ovvero la condizione da cui si originano gran parte dei disturbi di oggi,è la risposta del nostro organismo a una situazione o a particolari stimoli esterni che spaventano,deludono,angosciano o, comunque,vengono vissuti dalla mente come negativi.

La prova di questo è data dal fatto che si può essere molto più stressati dopo un pomeriggio trascorso in ozio, annoiandosi, piuttosto che dopo una giornata di lavoro, magari intensa ma gratificante.Stress significa dunque insoddisfazione, noia ripetitività mancanza di obbiettivi, assenza di stimoli appaganti, impossibilità di sfogare la propria rabbia e le proprie delusioni di fronte a eventi che non si sanno o non si possono gestire. Vuol dire inoltre insicurezza, incapacità di volersi bene,da cui consegue una poca volta volontà di cercare un miglioramento della propria condizione.

Quando la sfera emotiva si trova in uno stato di disagio, l’intero organismo entra in allarme e raccoglie tutte le sue energie per prepararsi a lottare oppure a fuggire, a seconda della particolare situazione e del temperamento di ciascuno. Si tratta di una reazione istintiva e naturale che,secoli e secoli orsono,permetteva agli uomini di difendersi dai vari pericoli che minacciano la loro incolumita’fisica.Anche oggi, esattamente come nel passato l’organismo risponde alle situazioni frustranti(per esempio una giornata monotona e priva di gratificazioni),oppure inquietanti per esempio un esame da superare,attraverso una serie di reazioni ben precise, proprio le stesse che permettevano all’uomo primitivo di sopravvivere alle insidie con cui doveva misurarsi ogni giorno.Il cervello non seleziona gli stimoli esterni negativi in base alla loro reale pericolosità:di fronte a questi, qualunque essi siano.Più precisamente, il nostro corpo, sollecitato dal cervello,reagisce allo stress provocato dalla necessità di affrontare una lunga coda in autostrada nell’identico modo in cui reagirebbe alla vista di un leone in libertà.I problemi iniziano quando queste risposte esagerate si protraggono per periodi prolungati:per esempio,rischiano di ammalarsi a causa dello stress le persone che abitualmente rimangono in uno stato di tensione per tutto il tempo in cui sono costrette a vivere una situazione di disagio, mentre non corrono pericolo coloro che riescono a controllare o a scaricare la tensione poco dopo il suo comparire.Si può dunque affermare che i riflessi che l’organismo mette in atto in condizione di stress sono innocui e addirittura positivi, poiché aumentano l’energia e quindi aiutano a gestire meglio la situazione,se lo stato di allarme si protrae per breve tempo;mentre possono rivelarsi dannosi e letteralmente logoranti per il fisico se la tensione si prolunga per parecchie ore o, peggio per alcuni giorni.Vediamo adesso cosa succede esattamente nell’organismo in presenza di una situazione stressante:attraverso l’analisi delle varie reazioni e in base ai vantaggi e agli svantaggi che ne derivano diventa diventa facile comprendere perché lo stress può essere positivo o negativo esclusivamente in relazione al suo prolungarsi nel tempo.La prima reazione allo stress si verifica in una parte del cervello, l’ipotalamo.

Costantino Mazzanobile  d’Aragona

I fiori di Bach gli elisir d’amore

Standard

Edward Bach nacque il 24 settembre 1886 a Moseley,un villaggio distante cinque chilometri daBirminghan, in Inghilterra. Primo di quattro figli, Bach era un bambino assai vivace, pieno di interessi e curiosità, intuitivo e sensitivo.Queste ultime qualità si dice venivano attribuite alle sue origini in parte gallesi, come indica anche il suo cognome.

E proprio in Galles venne condotto da un suo maestro, originario di quella terra, in viaggio premio.

Tanto gli piacque il Galles, che in seguito trascorse sempre lì le sue vacanze, camminando in lungo e in largo, dormendo all’addiaccio e imparando così ad amare profondamente la natura. Tuttavia il suo amore non si riversò esclusivamente sulla natura, ma anche e soprattutto sull’umanità sofferente. E questa sua sensibilità lo portò ad una costante osservazione di ogni aspetto della vita.

Per Bach il vero scopo della vita consisteva nel seguire sempre la propria intuizione, per non sentirsi in caso contrario insoddisfatti, fisicamente esausti. Anche a noi fateci caso può accadere che, pur non lavorando eccessivamente, a volte ci sentiamo esausti perché facciamo tutto senza vero interesse, mentre altre volte, pur lavorando incessantemente ma con grande piacere e secondo le nostre inclinazioni, non ci sentiamo mai stanchi. Nel 1906 Bach si iscrisse all’Università di Birmingham, deciso a studiare tutti i metodi di cura conosciuti. Da lì se ne andò poi a Londra, dove conseguì il titolo necessario per fare pratica come medico. E infine nel 1912 entrò all’Università College Hospital. Prese l’abitudine di osservare attentamente i pazienti, e di studiare in che modo le diverse reazioni influenzavano il decorso della malattia, sia riagurdo alla gravità

Che alla durata. Apprese così che non sempre la stessa cura guarisce la medesima malattia:su cinquecento persone che guarivano, altre mille reagivano diversamente o non reagivano affatto.

Pian piano iniziò a rendersi conto che persone con un certo tipo di personalità reagivano allo stesso modo ad una medicina, mentre altre con personalità diverse avevano bisogno di medicine o metodi di cura differenti. Bach cominciò allora a convincersi che nella cura di una malattia la personalità dell’individuo era più importante della costituzione fisica.

Anche se fino a quel momento Bach conduceva in laboratorio le sue ricerche con metodi, egli rimase aperto aperto alle proprie intuzioni e continuò ad osservare la gente. E non trovando come desiderava i rimedi per molti stati patologici, fisici e psichici, rifletteva intensamente per comprendere la malattia in se stessa, le sue cause e i suoi effetti sulla mente e sul corpo.

Una sera, in occasione di una grande gioiosa festa dove non si divertiva, trovò la risposta.

Per passare i tempo osservava le persone presenti, e inaspettatamente si rese conto che tutta l’umanità consisteva in tipi che si potevano catalogare in gruppi precisi. Il resto della serata lo passò a osservare attentamente tutti quelli che gli passavano vicino.Studiò il modo come mangiavano, come sorridevano, come muovevano le mani e la testa, l’atteggiamento del loro corpo, l’espressione delle loro facce, e se erano sufficientemente vicini anche il tono delle loro voci. Iniziò allora a prescrivere le medicine in base ai comportamenti ed alle abitudini che presentavano i pazienti, osservando ogni caratteristica e tipo d’umore. Compilò una lista dei dodici stati d’animo: 1. Paura 2.Terrore 3.Inquietudine, ansia o tortura mentale; 4. Indecisione; 5. Indifferenza o noia estrema; 6. Dubbio o scoraggiamento; 7. Preoccupazione estrema;8. Debolezza; 9. Sfiducia in sé;10. impazienza;11. entusiasmo estremo; 12 . Orgoglio o tendenza a tenersi in disparte. Un giorno del settembre 1928 Bach se ne andò nel Galles, e lì colse il bellissimo IMPATIENS COLORE rosa Pallido e il Mimulus luteus color giallo, piante che richiedono entrambe un habitat molto ricco d’acqua e perciò poco conosciute in Italia, Bach li preparò come aveva fatto con i nosodi, e li somministrò intuitivamente secondo la personalità del paziente.Con successo! Preparò anche il frutto della vitalba(Clematis vitalba), trovando così i primi tre dei trentotto rimedi che avrebbe indicato come un nuovo modo di curare, anzi, di prevenire le malattie, specialmente quelle croniche. Diede notizia delle sue nuove scoperte sul “ The Homeopathic World” del febbraio 1930, con un articolo intitolato Some New Remedies and their Uses. L’uso dei nuovi rimedi aveva degli effetti così soddisfacenti che Bach decise di andare a vivere in campagna per cercare altri fiori da preparare. I suoi amici e colleghi quasi non ci credettero ; lo vedevano come un uomo di scienza e di ricerca, e poi non capivano come potesse lasciare la sua clientela benestante e il laboratorio che esportava i suoi prodotti in tutto il mondo. Invece Bach non si era mai preoccupato del denaro : pensava solo al suo nuovo metodo terapeutico da perfezionare sempre più.

 

 Costantino Mazzanobilie  d’ Aragona naturopata docente di medicina naturale, scrittore medico-scientifico, membro del comitato scientifico mondiale della longevità.

La magia dei profumi e degli aromi nella aromaterapia

Standard

L’Aromaterapia vanta una lunga tradizione, risalente alla notte dei tempi. Fin dalla preistoria l’uomo ha utilizzato le piante aromatiche per scopi medici, religiosi, e cosmetici. Alcune piante ritenute sacre venivano offerte agli dei, e i loro fumi erano respirati dai fedeli: probabilmente fu questa la prima aromaterapia.

Tutte le grandi civiltà del passato hanno lasciato testimonianze da cui risulta evidente l’utilizzo degli oli essenziali. Nell’antico Egitto le essenze venivano impiegate per la creazione di profumi, balsami e unguenti. Se ne conoscevano anche le virtù medicinali, e inoltre venivano impiegate nel processo di imbalsamazione. Testimonianze sono contenute in papiri datati intorno al 2500 a.C. Una tavoletta di argilla risalente al 1800 a. C. dimostra l’esistenza del commercio di olio di cedro nell’antica Babilonia. Nell’antica Grecia si confezionavano prodotti bellezza e curativi usando oli e resine vegetali. Nella Roma imperiale si raggiunse probabilmente l’apogeo: gli oli venivano utilizzato per profumare case e palazzi, nei bagni e nelle terme; ingredienti preziosi e ricercati che giungevano dai quattro angoli del mondo. Neppure nei secoli bui del Medioevo l’uso degli oli essenziali conobbe un calo. Con il Rinascimento e la nascita della profumeria vennero recuperate le conoscenze e le tradizioni più antiche.

Nel 1928 Renè- Maurice Gattefossè, un chimico francese che lavorava con gli oli essenziali, coniò il termine aromaterapia pubblicando un libro ( la parfumerie moderne) che ne descriveva gli utilizzi. Nel 1938 Godissart aprì a Los Angeles la prima clinica di aromaterapia al mondo, nella quale venivano curate diverse patologie. Oggi le proprietà degli oli essenziali vengono sfruttate in diversi campi: farmaceutico, cosmetico, alimentare, profumeria, ecc. il crescente successo delle medicine naturali e la maggiore attenzione che si riserva al proprio vivere trovano negli oli essenziali un tesoro inesauribile. In una visione OLISTICA (dal greco holos = tutto) dell’uomo e dell’ambiente, le essenze rappresentano un enorme potenziale di guarigione, e di sviluppo del benessere. Tecnicamente con il termine aromaterapia si indica l’utilizzo degli oli essenziali a scopo terapeutico e l’aromaterapeuta è colui che la applica . Le terapie naturali stanno assumendo un ruolo sempre più importante e decisivo, le persone che scelgono di curarsi con le discipline alternative sono in continuo aumento e si inizia a familiarizzare con i concetti di prevenzione e benessere. L’uomo ha capito che è necessario ristabilire un contatto con la natura, vivendo in armonia con le altre forme di vita del pianeta e recuperando quel patrimonio di conoscenze retaggio delle civiltà più antiche. Ma gli oli essenziali non vengono usati per soli scopi medici, dato che la loro duttilità li rende componenti preziosi in moltissimi ambiti. Si possono impiegare per la realizzazione di prodotti per la cura della persona: profumi, creme di bellezza, bagno schiuma, shampoo e detergenti, oli da massaggio e miscele per la sauna e il bagno turco. L’influenza dell’ambiente in cui si vive e si lavora è determinante per il nostro benessere. Un’atmosfera pesante e opprimente, un odore cattivo o nauseante, causano un immediato peggioramento della qualità della vita. Le proprietà delle essenze sono l’ideale per creare un ambiente sereno e libero da stress e tensioni. Nascono così profumatori e miscele di oli essenziali, lampade e fontane aromatiche, prodotti per la cura della casa e degli oggetti. Questa visione allargata, che affianca alla cura delle malattie la ricerca del benessere fisico e spirituale, ha portato a una nuova percezione degli oli essenziali e alla nascita di una nuova parola per descriverne le potenzialità. Si parla perciò di aromatologia, un termine che indica l’insieme degli impieghi possibili di un olio essenziale: cosmetico, ambientale, sottile e terapeutico. Contemporaneamente nasce la figura dell’aromatologo: un esperto, ricercatore e studioso di oli essenziali in grado di fornire indicazioni precise per il benessere della persona, la cura dell’ambiente e di illustrare professionalmente le virtù delle diverse essenze.

Costantino Mazzanobile D’Aragona Naturopata

La salutogenesi

Ogni essere umano dispone di enormi risorse per mantenere e migliorare la propria salute e sono appunto queste che devono essere sostenute in modo mirato. Da secoli ormai malattia e fattori a rischio vengono studiati ed approfonditi con il metodo patoge-netico, che individua sempre all’esterno dell’organismo umano le cause di ciò che origina la malattia: batteri, virus, radiazioni, inquinamento ambientale. Questa visione dell’origine della malattia spinge l’essere umano in un ruolo passivo: se tutti i fattori nocivi vengono dall’esterno, anche l’aiuto deve provenire dall’esterno. Che cosa si intende per salutogenesi? La parola composta da salus (latino:salute) e genesis( greco: origine) significa scoprire le origini della salute. In passato la salutogenesi è stata trascurata a favore della patogenesi (greco: pathos=sofferenza) che rivolge l’attenzione solo alla patologia, occupandosi di sintomi e non di cause. Ecco un esempio di queste due visioni diverse, fatto dalla dott.ssa Michaela Glocklerin occasione di una conferenza sul tema salutogenesi: prendiamo il caso di un’infezione: la ratio patogenetica è basata sul modello del contagio. Mi chiedo: cosa, e come mi ha contagiato? Di che virus o batterio si tratta?Che antibiotico posso usare? Partendo dal punto di vista salutogenetico invece mi chiederò: perché proprio io ho contratto ora questa infezione, mentre le persone che mi stanno intorno sono rimaste immuni? La domanda sul perché una persona venga contagiata, mentre un’altra no è un campo di ricerca della salutogenesi. Ritengo dunque in qualita’ di NATUROPATA promotore della salute e del benessere dell’uomo e della natura con una visione unitaria di basarci su quei fattori salutogenetici che contribuiscono a migliorare le generali condizioni di salute e di benessere, stimolando nella persona una partecipazione attiva alla ricerca dei propri equilibri.


Costantino Mazzanobile D’aragona Naturopata

Un bel sorriso è fondamentale nell’estetica del volto

Standard

Un volto, mentre sorride, esprime gioia, serenità, distensione.Quando sorridiamo i muscoli delle labbra, delle palpebre, delle narici, delle guance cambiano tensione e mutano l’espressione del nostro viso, comunicando uno stato d’animo diverso e particolare per ognuno di noi.Un viso che sorride è più comunicativo e più piacevole di quando è serio. Quindi il sorriso di per se’ rappresenta lo stato di maggior bellezza che uno stesso individuo può esprimere. Proprio per questo sorridiamo nelle fotografie. Chi è conscio di non avere un bel sorriso generalmente lo nasconde con una mano, o sorride cercando di scoprire pochissimo denti e gengive, creandosi quasi un complesso. L’importanza del sorriso è senz’altro ribadita dalla frequente considerazione che facciamo descrivendo l’aspetto di una persona. Accenneremo agli occhi, al naso, ai capelli,ma moltissime volte il dire ha un bel sorriso sancisce la piacevolezza dell’espressione del volto. Ma, quando è possibile affermare che tal persona ha un bel sorriso?Quali sono gli elementi che concorrono alla formazione di un bel sorriso?L’odontoiatra classifica diversi tipi di sorriso in base alla qualita’ di dente e di gengiva che vengono scoperti dalle labbra. Anche se la cultura dell’igiene orale è ormai molto diffusa, non sono però moltissime le persone che dedicano un tempo adeguato alla cura della propria bocca. Sarebbe necessaria una visita dal proprio dentista solo per imparare bene l’uso degli strumenti atti alla pulizia dei denti e per pianificare un programma di controllo dell’efficacia della propria igiene orale. Quindi pulizia significa salute, e salute significa bellezza e naturalezza, in quanto una bocca sana non richiede nessun intervento odontoiatrico riparativo. L’igiene meticolosa eliminino completamente l’infiammazione delle gengive ,mantenendole rosee e perlacee.Tutti possono avere salute ed integrita’ di denti e di gengive.Nella popolazione adulta è pressocchè impossibile non aver avuto bisogno di almeno un piccolo trattamento odontoiatrico.Le conoscenze cliniche e le moderne tecnologie mettono oggi il dentista nella possibilità di adottare materiali e metodiche assolutamente perfetti.

 

Costantino Mazzanobile D’aragona Naturopata

MORINDA CITRIFOLIA ( IL NONU) “LA PIANTA SACRA” TRATTO DA: TOTAL HEALTH MAGAZINE (USA)

Standard

I vantaggi diffusi del Nonu sono stati constatati per tutte le isole deI Carabi e del Sud Pacifico e dappertutto in Cina. Durante la dinastia degli Han in Cina, duemila anni fa, esistevano documenti scritti per quanto riguarda i benefici del Nonu. La pianta del Nonu è stata usata per più di 1500 anni dagli indigeni Polinesiani come il più importante rimedio per la salute.

Delle tantissime piante che crescono rigogliosamente in queste isole , la madre di tutte le piante curative è il Nonu, conosciuto come Noni in alcune delle altre isole. Sebbene il Nonu cresca dovunque nelle isole del Sud Pacifico, il Nonu di qualità superiore cresce meglio nella terra sommersa da cenere vulcanica altamente nutriente e che si trova nelle nelle isole esotiche di Tonga, Figi, Tahiti, Marquesas, Cook, Salomone, Samoa e le Hawai con il loro splendido clima lussureggiante ed acque incontaminate.

Per più di 2000 anni i guaritori Polinesiani hanno fatto uso di foglie, radici, cortecce, fiori e frutti del Nonu in modo da poter preparare rimedi efficaci per le centinaia di malattie che minacciano la salute. Il Nonu viene considerata “pianta sacra”. Dai secoli dei miracoli nel mondo naturale alle accurate indagini nei laboratori scientifici. Il Nonu contiene vitamine, minerali, oligoelementi, enzimi, alcaloidi benefici, co-fattori e steroli di piante che si presentano ed appaiono in modo naturale. Inoltre, le foglie e le radici del Nonu contengono l’intero spettro degli aminoacidi rendendo tutti i prodotti che ne derivano una perfetta e completa fonte proteica.

I Kahunas o gli appassionati di medicina tradizionale usano questa pianta per una grande varietà di problemi di salute come il sollievo dal dolore, la sinusite, artrite, disturbi della digestione, raffreddori, influenza, encefaliti (anche emicranie), infezioni varie, problemi mestruali, ferite,malattie cutanee, cardiopatia, diabete II e molte altri disfunzioni e maleseri.

L’albero del Nonu cresce dai 3 ai 6 metriin altezza. Le lucenti foglie venete sono verde scuro e ricche di clorofilla. I Kahunas spesso ammorbidivano le foglie sopra una fiamma all’aria aperta, le lasciavano raffreddare e le applicavano sulla pelle per curare i tumori o le infezioni. I molteplici usi medicinali del Nonu come “l’albero della cefalea” e “ l’albero antidolorifico”.

I Kahunas erano talmente coronati dal successo nell’utilizzare questo dono della botanica che questa pianta era diventata la forma principale di medicina per i Polinesiani per più di 1500 anni. Il Nonu era identificato e riconosciuto come “l’erba sacra” per il corpo rigenerante. Questa saggezza curativa veniva trasportata di generazione in generazione .

Nel diciannovesimo secolo, gli erboristi tradizionali delle isole del Sud Pacifico spesso facevano le loro ricerche ad altri maestri e mentori per 15 o 20 anni di continuo. Per causa della lunga durata ed intensità di tirocinio, il grado di preparazione medica ottenuto era considerato uguale a quello dei medici che provenivano da altre parti del mondo. Una volta completato il tirocinio e raggiunto un livello avanzato di competenza, veniva riconosciuto al medico il titolo di Kahuna, adottato generalmente per denominare i sacerdoti e professionisti. I medici Kahuna comprendevano erboristi, chirurghi, ostetrici e massoterapisti. Questi Kahunas conoscevano e rispettavano la natura ed erano altamente specializzati con esperienza ed abilità considerevole nel campo della diagnosi della diagnosi fisica e della farmacologia, secondo una relazione pubblicata

nella Hawai Medical Journal.

Comunque, non sono soltanto i maestri Kahuna che concordano circa il grande valore del Nonu. La Dottoressa Isabella Abbot, professore alla University of Hawai afferma con certezza usatelo per il diabete, la pressione del sangue, i tumori e molte altre malattie.

Il Nonu fa riserva di molteplici usi tradizionali che solamente adesso vengono confermati dalla scienza moderna.

Sono state condotte ricerche sul Nonu nelle istituzioni di primo piano in Francia, Paesi Bassi, Germania, Eire, Taiwan, Austria e Canada. Numerose sperimentazioni di carattere scientifico, da parte della University di Hawaii negli Stati Uniti. La ricerca sulla Morinda Citrifolia è stata anche eseguita nella prestigiosa National Academy of Sciences, il centro nazionale governativo per la ricerca nel campo delle scienze.

Le ricerche attuate nei paesi occidentali per quanto riguarda questa pianta straordinaria risalgono al 1950 quando la rivista scientifica Pacific Science ha osservato che il frutto del Nonu presentava delle forti proprietà antibatteriche. Da quel momento la ricchezza d’informazione che sosteneva gli usi tradizionali ed i benefici salutari del Nonu è cresciuta tantissimo e tutto sembra confermare ciò di cui i Kahunas erano già a conoscenza da migliaia di anni .

Una sperimentazione approfondita ha mostrato le proprietà analgesiche, antidolorifiche del Nonu. Ricerche ripetute da parte di esperti e documentate nella rivista Planta Medica ha reso manifesto che il Nonu reca tantissimo giovamento per i dolori. La rivista Cancer Letter ha reso noto che la Keio University e la Institute of Biomedical Sciences in Giappone hanno isolato un nuovo composto antrachinone nella Morinda Citrifolia, ciò vuol dire in termini poveri, che il Nonu ha invertito le cellule precancerose in normali cellule sane. L’ottantaquattresimo e l’ottantacinquesimo convegno annule della American Association for Cancer Research. Una relazione di grande riferimento presentata nel 1992 all’ottantaquattresimo convegno a San Diego in California e redatto nel “ Proceeding of the American Association for Cancer Research” era la seguente: “L’Attività antitumorale della Morinda Citrifolia sul carcinoma polmonare di Lewis innestato per via intraperitoneale nei topi”. In questo studio, i topi da laboratorio sono stati impiantati con il carcinoma polmonare di Lewis, un tipo di tumore. Tutti i topi non curati sono morti entro 9 12 giorni a causa del tumore. I topi trattati con il Nonu vissero dal 105% al 123% più a lungo; circa il 40% di questi topi sono rimasti in vita per più di 50 giorni. Quest’indagine fu ripetuta per un numero illimitato di volte ed ogni volta il Nonu si manifestava a prolungare in modo significativo la vita dei topi malati contro quelli che non avevano avuto il Nonu. Detto semplicemente, il Nonu può inibire la crescita tumorale.

Gli studi indicano che il Nonu è Utile per una miriade di condizioni :

1) Produce effetti unici antidolorifici ed antinfiammatori.

2) Regola la funzione cellulare e la rigenerazione cellulare delle cellule danneggiate.

3) Elimina e lotta contro molti tipi di batteri.

4) Stimola la produzione delle cellule T nel sistema immunitario ( le cellule T svolgono un ruolo   chiave nello sconfiggere ed annientare le malattie).

5) Citrifolia fu scoperto per inibire la funzione precancerosa. Il damnacanthale, un composto trovato nella   Morinda Citrifolia.

6) Genera proprietà adattogene, inibisce la crescita di tumori cancerosi.

7) Stimola ed intensifica il sistema immunitario, compresi i macrofagi e componenti linfocitari vitali dei leucociti e dei meccanismi di difesa naturale del corpo.

Gli studiosi hanno notato che la Morinda Citrifolia genera profondi e rilevanti benefici curativi e medicamentosi verso la prevenzione e autotutela dei tantissimi problemi riguardanti la salute.

 Costantino Mazzanobile d’Aragona, docente di medicina naturale, scrittore medico-scientifico, membro del comitato scientifico mondiale della longevità e del polo medico scientifico di ricerca del New York University Hospital Medical Center USA